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Dialettale - De Pretore Vincenzo

Domenica 15 Dicembre 2013 ore 17

Associazione Culturale Teatrale “LUNA NOVA” Napoli
“De Pretore Vincenzo”
2 atti di Eduardo De Filippo
Regia Tina Bianco e Angelo Germoglio
Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (mar/sab 16.30/19.30 il giorno dello spettacolo dalle 15.30) e online

Note di regia
Siamo negli anni venti, la sentenza di un giudice condanna un ragazzino ladruncolo alla pena del carcere, costringendolo poi a rimanere in tribunale ad assistere ad altre sentenze. Tra il pubblico del processo un giovane e curioso Eduardo assiste alla reazione violenta dei piccoli ladri in cella contro l’arroganza dei giudici. Da questo momento nella mente di Eduardo comincerà a nascere “Vincenzo De Pretore”
“S’arrangiava, campava’ ‘a bona’ e Dio, comme se dice.
Figlio di padre ignoto, senz’amice, facev’ ‘o mariuolo pè campà.....”
Egli è l’emblema di una Napoli di sofferenza, di abbandono, il suo universo è fatto di miseria e solitudine, a chi gli domanda del suo lavoro egli risponde: “E’ un lavoro antico, il più antico del mondo”. Fa il ladro per sopravvivenza, senza cattiveria, tentando di colmare le distanze che lo separano da una società più giusta e agiata, rispetto alla sua miserevole condizione di vita. Vincenzo cerca il riscatto, combatte la sua esclusione sociale affidandosi ingenuamente alla speranza e all’amore. Il suo sogno è redimersi ed essere riconosciuto ed accettato da una società che non lo discrimini, che dignitosamente lo accolga e ne comprenda il dramma esistenziale, una società che non lo faccia più sentire emarginato mariuolo condannato senza pietà. Il testo costituisce in forma di personaggio la precaria ed illusoria condizione del vivere di un qualsiasi Vincenzo De Pretore, di ieri come di oggi, fissandone eternamente l’attualità, e questa è la capacità della grande drammaturgia, grazie Eduardo.

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