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Luca Argentero, un monologo magistrale per tre grandi campioni dello sport

"È questa la vita che sognavo da bambino?". Ognuno di noi, prima o poi si porrà questa domanda; magari accadrà in un particolare momento della nostra vita, quando staremo per raggiungere un importante traguardo o perché no quando festeggeremo il nostro 41° compleanno. È proprio quello che è accaduto a Luca Argentero, meraviglioso attore italiano, che giovedì 11 aprile 2019 ha messo in scena uno spettacolo strabiliante, che ancora una volta ha confermato il suo inesauribile talento. Nel bellissimo monologo Argentero ha raccontato le storie di tre grandi personaggi che hanno saputo lasciare un segno nello sport e nella società italiana grazie alla loro caparbietà, al loro spirito battagliero e alla loro voglia di non arrendersi mai di fronte agli ostacoli della vita.

Grazie all'interpretazione di questi tre grandi personaggi, Argentero ha potuto riflettere sulla sua vita, domandandosi appunto se la vita che sognava da bambino fosse effettivamente questa. Ha iniziato, quindi, a guardarsi indietro e ha provato a ripercorrere le tappe della sua vita per avere la certezza che ciò che stava vivendo gli appartenesse realmente. Tutto ciò è stato possibile grazie all'interpretazione magistrale di questi personaggi: ognuno di loro infatti, ha lasciato qualcosa ad Argentero.

Il primo personaggio, Luisin Malabrocca, il ciclista che lottava per arrivare ultimo nelle corse a tappe, ha lasciato in lui la voglia di mettersi sempre in gioco, la voglia di vivere a pieno la vita, ma soprattutto che non conta vincere, arrivare primi, ma vivere l'esperienza e divertirsi. Luisin Malabrocca è stato un ciclista, la cui passione più grande è stata la bici, per lui una compagna, un'amica. Amava correre ed infatti partecipò al Giro d'Italia. C'è però qualcosa che lo contraddistingue dagli altri: non riesce mai ad arrivare primo, al contrario è imbattibile nell'arrivare ultimo. L'ultimo posto è sempre suo. Inizialmente Luisin vede tutto ciò come una sconfitta personale, ogni volta ci rimane male perché non riesce a rendere fiera sua moglie. Con il passare del tempo, però inizia ad avere benefici da questa situazione. Infatti, la gente impietosita nel vederlo arrivare sempre ultimo, gli dona salami, formaggi, olio, pane... Questi piccoli regali lo resero famoso e fecero sì che tutti gli italiani si affezionassero a lui.

Un'altro personaggio grazie al quale Argentero ha potuto comprendere il valore del coraggio e della verità, che prima o poi vince su tutto, è Walter Bonatti. Famoso alpinista e conosciuto da tutti per la sua voglia di sfidare il pericolo e per la sua determinazione che va oltre gli ostacoli, Walter Bonatti dopo aver fatto i conti con la montagna, dopo averla sfidata più volte, è riuscito a capire che il vero pericolo per l'uomo è... l'uomo stesso. L'infamia dell'uomo, la sua cattiveria e le sue bugie vanno oltre una montagna gelida e questo purtroppo Walter l'ha scoperto a sue spese. Dopo molti anni, quasi cinquanta, questo alpinista è riuscito a far trionfare la verità della spedizione tragica del K2 ed è riuscito a porre fine alle maldicenze e alle falsità che circolavano sul suo conto.

Infine, l'ultimo personaggio che Argentero ha rappresentato con una grande voglia di vivere la vita, di essere competitivi ma nel modo giusto, con il sorriso stampato sulle labbra. Il suo nome è Alberto Tomba, il campione olimpico di sci nato in pianura, a Bologna, che con il suo sorriso e il suo grande animo sportivo è riuscito a conquistare milioni di persone e a farle stare con il fiato sospeso. Per molti Tomba è stato un idolo, anche per lo stesso Argentero, che durante lo spettacolo ha confessato di provare molta ammirazione nei suoi confronti, ammirazione dovuta al fatto che Alberto Tomba sapeva vivere la vita con leggerezza e che, quando gareggiava, lo faceva con gli occhi da bambino.

Martina Seccia III DL dell'Istituto di istruzione superiore De Titta-Fermi di Lanciano

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