Lunedì, 16 Febbraio 2015 01:00

REGINA MADRE

Scritto da Italo Ferrante
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Il 20 gennaio 2015 alcuni studenti, scelti dalle insegnanti di ogni liceo, hanno avuto l’onore di assistere ad una rappresentazione di grande teatro. Dapprima abbiamo intervistato due grandi attori di fama internazionale: Milena Vukotic, ricordata per le sue interpretazioni nella saga di Fantozzi e in altri grandi film d’autore (Gran Bollito, Il fascino discreto della borghesia…); Antonello Avallone, direttore del Teatro dell’Angelo di Roma e artista affermato. Subito dopo l’incontro con i due grandi maestri, abbiamo avuto l’occasione di trascorrere una stupenda serata a teatro, assistendo allo spettacolo Regina Madre . Tutto si svolge nel contesto di un ambiente domestico, sapientemente realizzato. Il cupo cinquantenne decide di  restare per tempo indeterminato a casa della mamma, per starle vicino e per combattere la sua malattia con cure mediche. In realtà lui, nel bel mezzo di una crisi matrimoniale e del fallimento della sua carriera da giornalista , ha intenzione di scrivere un articolo sull’imminente morte della madre. Ma il suo obiettivo non é facilmente reallizabile. Regina, infatti, non dà molti segni di abbattimento e di debolezza fisica. Al contrario si comporta proprio come una vera sovrana, bombardando Alfredo di richieste e di promesse, con tanto di riprovazione e di autocommiserazione. Ciò non fa che accrescere il risentimento che l’uomo prova per se stesso e angosciare il suo inconscio, affollato di moltissimi fantasmi del passato. Ed è proprio per quessto che il peso immane del passato grava sull’uomo di mezz’età. Il mito del padre/marito perfetto (ormai deceduto) viene costantemente riproposto nell’evoluzione della vicenda, facendo emergere il lato assillante e assai ripetitivo della signora, sempre più prossima al termine della sua vita. Alla fine, come per ironia della sorte, Alfredo si spegne prima della madre. A tratti inquietante è la scena in cui la donna reca in mano la torta di compleanno per il figlio privo di vita. Attraverso quest’ultima parte è concentrata l’intera essenza dello spettacolo, definito dai due attori “un dramma a toni ironici”. L’interpretazione sopraffina ha reso lo spettacolo originale, dinamico e coinvolgente. Non ci sono stati momenti di noia. Ciò è anche merito della grande colonna sonora che funge da filo conduttore della storia: ‘Viva la mamma’ di Bennato. Concludendo possiamo affermare che ill rapporto tormentato tra madre-figlio è una tematica molto attuale. La rappresentazione è riuscita a rappresentare tutte le varie dinamiche di questa relazione in modo divertente e armonico. E’ stato un vero capolavoro dell’arte teatrale.
 
Ferrante Italo, 2^BL
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