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Il fu Mattia Pascal

IL FU MATTIA PASCAL
Lo scorso venerdì 22 Marzo 2013 è stato inscenato al Teatro Fedele Fenaroli di Lanciano il celebre romanzo pirandelliano: “Il fu Mattia Pascal” a cura di Tato Russo. Il protagonista è, dunque Mattia Pascal, che a conclusione di una boccaccesca vicenda si ritrova ammogliato con Romilda ed è costretto a tenersi in casa la suocera che con la sua invadenza gli rende impossibile la vita. Asfissiato da tale situazione familiare, Mattia decide d abbandonare la famiglia, l’impiego bibliotecario e il paese, pronto ad imbarcarsi per l’America. In una roulette a Montecarlo, però, vince una cospicua somma di denaro e decide quindi di ritornare a casa ma ecco che sul giornale legge la notizia del suo suicidio avvalorata dai suoi familiari che l’hanno riconosciuto nel cadavere di un altro uomo… All’iniziale indignata sorpresa succede nell’animo di Mattia, la gioia di potersi liberare dalle angherie della vita familiare e di potersi ricostruire una nuova identità. Assunto il nome di Adriano Meis vive nella pensione del signor Anselmo Paleari e “ricomincia” la sua vita. Egli però si accorge che la sua nuova identità è anch’essa limitante: l’essere privo di identità burocratica impedisce a Adriano Meis di sposare la figlia di Paleari, Adriana di cui è innamorato. Fallita la sua ricerca d’ una nuova identità, egli simula il suicidio di Adriano Meis e ritorna in qualità di Mattia Pascal al paese natio. Qui non gli resta che la compagnia di una vecchia zia e di un prete che ha preso il suo posto di bibliotecario, in quanto la moglie si è risposata con il suo migliore amico. Egli è, dunque, il Fu Mattia Pascal e vive come un “forestiere della vita” portando di tanto in tanto fiori freschi alla sua tomba!!!Tema moderno che ci invita a prendere atto della nostra vera identità e di quanto l’uomo sia imbrigliato nelle forme e nelle convenzioni sociali..Dunque il viaggio di Mattia Pascal attraverso i vari modi d’apparire di se stesso a se stesso e agli altri rappresenta il viaggiare dell’uomo moderno a ritroso dei sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io…
Romanelli Valeria V A Liceo Linguistico


Ultima modifica ilMercoledì, 03 Aprile 2013 10:04
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