Log in

Miseria e Nobiltà

“Miseria e nobiltà” nel titolo di questa commedia è già esplicito il contrasto sul quale si gioca l’intera opera, infatti il primo atto è ambientato in casa di Felice Sciosciammocca che divide con l’amico Pasquale e le loro rispettive famiglie, costretti a vivere alla giornata attraverso gli espedienti più vari patendo sempre di più la fame finché non giunge il marchesino Eugenio che propone agli amici squattrinati di fingersi la sua famiglia per portarli a conoscere il padre della ragazza che ama, Gemma. I genitori del ragazzo, infatti, non sono d’accordo con questo matrimonio poiché la giovane è una ballerina, figlia di un cuoco arricchito, quindi non nobile. Si viene catapultati così, nel secondo atto, nella casa di Don Gaetano, ricca e sfarzosa dove i “parenti” del marchesino non faticano affatto ad ambientarsi. Ma il colpo si scena è dietro l’angolo infatti il padre di Eugenio è un ammiratore di Gemma, il figlio lo scopre e lo convince a benedire il suo matrimonio, anche se questo riporterà Felice e Pasquale alla loro vecchia e povera vita.
Questo spettacolo è un classico della commedia napoletana e il Teatro Stabile di Calabria lo rappresenta brillantemente, supportata da costumi e sceneggiature che interpretano in pieno le due anime della storia. Si ride molto ma in fondo è un riso amaro poiché ci porta a riflettere sul significato della miseria e della nobiltà attraverso soprattutto le parole di Felice che in questa farsa colpiscono come un macigno gli spettatori.
Valerio Annamaria III A

Ultima modifica ilLunedì, 11 Marzo 2013 10:05
Altro in questa categoria: « Cyrano di Bergerac Romeo e Giulietta »

Log in or Sign up