Giovedì, 24 Gennaio 2013 20:20

"IL BORGHESE GENTILUOMO"

Scritto da Angela Nativio
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Il 19 Gennaio noi studenti del laboratorio teatrale "Dietro Al Sipario" abbiamo assistito all'allestimento de "Il Borghese Gentiluomo" di Moliére ad opera di Massimo Venturiello, che ha interpretato anche il protagonista, affiancato da Tosca nei panni della moglie di monsieur Jourdain, ma anche nella scintillante veste della misteriosa narratrice dell'intera storia, in parte recitata ma narrata tramite stupende canzoni. Lo spettacolo è la riproposizione di un grande classico, incentrato sulla storia di un borghese napoletano che spera di guadagnarsi il titolo di gentiluomo, senza rendersi conto che le sue aspirazioni sono troppo elevate e finiscono per renderlo oggetto di scherno e prese in giro da parte dei suoi servi ma anche dei suooi presunti amici dell'alta società, nell'ilaritò generale.

 

E' insomma un classico tutt'altro che noioso, che diverte lo spettatore dalla prima all'ultima scena, anche grazie alla novità introdotta dal regista, che ha deciso di ambientare la vicenda a Napoli, sfruttando il dialetto per trasmettere ancora meglio la comicità dello spettacolo.

 

Inizialmente disorientato dalla scenografia, costituita da panni bianchi appesi a supporti di legno, lo spettatore si abitua poi a quell'atmosfera a metà tra l'irrealtà e l'intimità di una casa, strana ma suggestiva, contenente giusto il minimo indispensabile per rendere l'idea delle stanze dell'abitazione di monsieur Jourdain.

 

Quello che attira l'attenzione dello spettatore dello spettatore però è la colonna sonora, composta da canzoni magnificamente interpretate dagli attori della compagnia. La musica non compromette la comprensibilità della narrazione, anzi la facilita, insieme ai costumi. Gli indumenti infatti sono molto realistici e ben realizzati e in alcuni casi esilaranti, come l'appariscente abito nuovo del protagonista. Sorprende anche il luminosissimo vestito indossato da Tosca nel ruolo di narratrice, che affascina lo spettatore già stregato dalla sua voce.

 

Lo spettacolo dimostra quindi che in classici non muoiono mai, e che non sono così noiosi come molti pensano. L'opera di Moliére diverte lo spettatore, ma stupisce anche per l'attualità di alcuni contenuti, come il desiderio di essere ciò che non si è, di vivere una vita che non è la nostra, solo per scoprire alla fine che stavamo semplicemente ingannando noi stessi.

 

Angela Nativio

IV B, Liceo Scientifico Lanciano

 

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