Giovedì, 10 Maggio 2012 09:38

La fiaccola sotto il moggio

Scritto da Ilaria Chiavelli
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La fiaccola sotto il moggio, è una tragedia di Gabriele D'annunzio ambientata ad Anversa degli Abruzzi in provincia dell'Aquila, scritta nel 1905 e rappresentata per la prima volta nello stesso anno.

Essa si svolge in un luogo preciso, «presso le gole del Sagittario» e in un preciso momento storico,al tempo di Ferdinando I, alla vigilia della pentecoste. Dentro questa cornice, si apre la vicenda: nella decaduta casa dei de Sangro, ricorre il primo anniversario della morte della contessa Loretella. Gigliola, la figlia, confessa alla nonna Aldegrina e alle due nutrici il suo dolore per l'assenza della madre, ma anche l'odio che ella nutre per la matrigna Angizia,in precedenza serva, che il padre Tibaldo, ha sposato in seconde nozze.Gigliola, decide di attuare un piano per vendicare la morte di sua madre, uccisa all’incirca un anno prima da Angizia, solo Gigliola è in grado di mettere in atto la vendetta poichè, suo fratello Simonetto, malato di sifilide, è all’oscuro di tutto ed è persino ignaro dell’uccisione di sua madre. Inoltre Tibaldo, è succube di Angizia e non è in grado di tenerle testa. Nella prima parte della tragedia il piano di Gigliola sembra non andare in porto, ma nella parte finale si compirà la vendetta: quando viene ospitato nella dimora dei Sangro il“serparo”, padre di Anginzia, da lei rinnegato. Gigliola, riesce a sottrarre a questo una sacca contenente dei serpenti velenosi al punto di garantire la morte, e decide di farsi mordere; oramai le restano pochi minuti di vita e decide di andare nella stanza di Anginzia per assassinarla, ma nel momento in cui la ragazza sta per portare a compimento la vendetta, si accorge che la sua matrigna è già morta, uccisa da suo padre.

Nella Fiaccola sotto il moggio D'Annunzio sembra aver voluto affrontare, il lato oscuro della tragedia dei moderni contro la linearità della tragedia antica. Non più, il trionfo della morte come vittoria del bene sul male. Si tratta, piuttosto, del trionfo del male che si annida all'interno degli stessi rapporti familiari, malati e corrotti.

Ilaria Chiavelli III C Liceo Classico V.E. II

 

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