Martedì, 24 Aprile 2012 15:31

Questa sera si recita a soggetto

Scritto da Silvia Zulli
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Ore 21.15.

Si spengono le luci in platea.

Si spalanca il sipario.

Si riaccendono le luci in platea.

Questa sera si recita a soggetto: “tutto il teatro recita”, entusiasta espressione di un Pirandello soddisfatto del suo grandioso lavoro dopo la prima nel 1930 in Germania. Si rompono così le barriere tra scena ed extra-scena, la quarta parete viene di nuovo abbattuta dopo Plauto (c.a 210 a. C.) in modo però innovativo, alto, raffinato, sublime, gli attori si appropinquano al palco dalla platea, tutto il teatro è un palco, essi sono intenti a mantenere teso il sottile e fragile filo che scinde realtà e recitazione.

È estremamente esplicita l’incombente e soverchiante intenzione metateatrale che ci proietta nel cuore del teatro e in una delle azioni teatrale più forti, più violente, più travolgente, più delicate e sagge mai messe in atto in tutta la storia del teatro.

Il testo teatrale è parte di una trilogia iniziata nel 1921 con “Sei personaggi in cerca di autore”, accomunate tutte dalla straordinaria tecnica del teatro nel teatro.

Gli attori di una compagnia teatrale sono portati sulla scena “in cerca d’autore” in quanto mancanti di un autore capace di dare unità di senso alla loro vicenda. In tal modo allo spettatore si rivelano gli artifici teatrali che scaturiscono sorprese e imprevedibilità. Dunque durante la recita di un dramma, un altro dramma prende forma e diventa causa di discussione, diverbi sul teatro stesso a tal punto da mescolare il forte tema della gelosia del dramma al dramma della realtà.

Hinkfuss, il regista rappresenta il desiderio di onnipotenza dei registi tedeschi che vogliono far dipendere gli attori solo da essi sconsiderando l’autore, risultato: la ribellione degli attori. Quest’ultima avviene sul palco, durante la recita del dramma di Mommina, in questa situazione il tempio di luci, scene e artifici diviene luogo di riflessioni, critiche e discussioni che portano al licenziamento dello stesso regista. Impercettibile è il repentino cambio dalla finzione alla realtà, che consta di una narrazione inceppata estraniata.

In uno scenario creativo e rivoluzionario prende forma e continua la sopraffina storia del teatro.

 

Silvia Zulli

Liceo Classico “V. Emanuele II” - II C

 

 

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