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Francesco di terra e di vento

Tre attori che rimangono costantemente in scena, vari scambi di ruolo, giochi di luce e di suoni e un particolare realismo, infatti i protagonisti fanno propria l’esperienza di Francesco perché hanno conosciuto i luoghi citati, i profumi e le sensazioni,queste sono le basi dello spettacolo del teatro sacro “Francesco di terra e di vento” del regista Umberto Zanoletti.

All’apertura del sipario si avverte un odore forte poiché il palco è ricoperto di foglie secche. I tre attori sono da subito in scena e divenendo ora narratori ora protagonisti ora semplici amici di Francesco ,raccontano la sua storia elogiandone gli aspetti umani e quotidiani, ripercorrendo tutte le tappe più importanti:l’adolescenza,segnata da un’eccessiva leggerezza e superficialità,il momento del conflitto interiore,raccontato dal punto di vista delle persone più vicine a Francesco e ,infine, la storia nota a tutti noi, la decisione di spogliarsi,il viaggio a Roma per far riconoscere dal papa la sua scelta di vita affinché divenga un modello e la morte, voluta in primis da Francesco stesso.

Le varie vicissitudini e lo scambio di ruoli si susseguono in scena con un abile gioco di luci,il palco viene utilizzato in tutta la sua ampiezza. Anche i silenzi diventano narratori della sofferenza di Francesco,una sofferenza profonda,che il Santo alimentò in prima persona,vivendo gli ultimi giorni della sua esistenza in solitudine tra i monti umbri,rifiutando la parola e l’aiuto anche dei suoi amici più stretti,così bisognoso di riavvicinarsi a quel Dio che gli aveva permesso di fare della sua vita un modello per i posteri.

Lo spettatore viene coinvolto totalmente dal gergo,dai gesti,dalla disposizione che gli attori assumono,dalle luci e dalle problematiche cosi’ attuali che si colgono nonostante la storia sia ambientata nel '300.

Francesco trascorre la sua esistenza alla ricerca della vera essenza della vita e sarà Dio a guidarlo. In questo spettacolo Francesco appare come un uomo comune, viene meno l’aspetto spirituale per lasciar spazio al vero Francesco, quello dedito all’amicizia e ai propri ideali.

Chiara Tullio - II B
Ultima modifica ilLunedì, 03 Novembre 2008 00:14
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