Lunedì, 16 Maggio 2016 10:46

SEI GRADI

Scritto da Luca Cerrone
Vota questo articolo
(0 Voti)

RECENSIONE SPETTACOLO TEATRALE “SEI GRADI”

Nel corso della serata di venerdì 11 dicembre 2015 si è svolto lo spettacolo teatrale di e con il comico Giobbe Covatta. Lo scenario in cui esso ha avuto luogo è un po’ insolito perché, infatti, lo show è stato da lui condotto nel multisala Maestoso di Lanciano da poco riaperto dopo una lunga chiusura. Il cast era composto da lui e da un chitarrista che lo ha affiancato musicalmente in alcuni momenti dello spettacolo. Giobbe, con la sua audace capacità di far sorridere la gente, parla di un argomento serio esasperandone, però, i risvolti divertenti che ne deriveranno; tramite il contributo della comicità, della satira e dell’ironia, infatti, conduce gli spettatori attraverso un percorso temporale che parte dal presente fino ad arrivare ad un (inevitabile) futuro in cui la terra si ritroverà la propria temperatura aumentata di sei gradi; ma cosa potrà provocare questo innalzamento della temperatura terrestre? Covatta evidenzia la difficoltà che avranno i nostri discendenti a vivere in un mondo in cui, precedentemente, non si è rispettato l’ambiente e non si è fatto fronte a problemi come la sovrappopolazione o l’energia; ma è anche vero che i nostri non si perderanno d’animo, ma, anzi, cercheranno di fare del loro meglio per riparare agli errori commessi dai loro antenati, forse e probabilmente, con un certo risentimento verso questi ultimi che avranno lasciato ai successori, appunto, la terra in quelle condizioni. Ecco, dunque, l’itinerario attraverso il quale il comico napoletano guida: un brillante excursus basato su uno dei più importanti temi discussi nella nostra era: la sostenibilità del pianeta. I costumi, molto poco curati e che andavano, quindi, a braccetto con una quasi inesistente scenografia (costituita da un enorme mappamondo gonfiabile) erano funzionali a risaltare maggiormente lo spirito umoristico dello show. Molto significativo nonché di grande effetto scenico il momento conclusivo della narrazione in cui Covatta scoppia il mappamondo, che fino ad allora era stato presente sulla scena accanto a lui, risvegliando gli spettatori dalla “spassosa serietà” che aveva contraddistinto l’intera serata.

Luca Cerrone, classe IIA

Liceo Classico Vittorio Emanuele II

Lanciano

Letto 636 volte
Altro in questa categoria: « UNA PURA FORMALITA LA LUPA »

Login Form