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Sei gradi 

Sei gradi. Questo il titolo di una pièce teatrale frizzante e stupendamente attuale e l'aumento della temperatura terrestre. L'affermato comico napoletano ha conquistato tutti attraverso la sua parlantina e il suo inconfondibile humour. Il tema centrale della rappresentazione è stato la salvaguardia del Pianeta e le possibili conseguenze del mancato rispetto nei confronti dell'ambiente. Sebbene il teatrante abbia ovviamente sdramatizzato, indirettamente mi ha spinto a meditare sul desiderio impellente di cambiare la situazione ambientale, assai critica. Ciononostante, attraverso il suo carisma e all'ironia dirompente, ha catturato l'attenzione generale, regalandoci un viaggio nel futuro. Non sono mancati riferimenti alla politica e all'assetto sociale odierno. E' stato, quindi, un vero e proprio tour tra passato, presente e avvenire. Divertente, emozionante e dinamico. Il pubblico è stato chiamato più volte ad intervenire attraverso una scherzosa interrogazione sulla terminologia ecologica. Il mappamondo che dominava la scenografia rendeva il tutto ancora più efficace facendo assumere al signor Covatta le caratteristiche di un'entità esterna, una sorte di voce fuori campo simile al dàimon socratico. Un vero e proprio grillo parlante che cerca di riportare gli uomini sulla retta via usando un approccio comico-didattico. In conclusione, posso affermare di essere stato piacevolmente colpito dalla bravura dell'artista e credo che sia stato doppiamente abile, non cadendo nel ridicolo o nel banale. Recensire uno spettacolo dalle tinte umoristiche non è affatto semplice, ma vi posso assicurare che le sue battute vi darebbero una sferzata di aria fresca e vivace.

Italo Ferrante 

3^BL Istituto Cesare de Titta.

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