Teatro Ragazzi- Cappuccetto e la nonna

Domenica 17 Dicembre 2017 ore 17:30

CAPPUCCETTO E LA NONNA

Compagnia Giallo Mare

Con Vania Pucci e Adriana Zamboni

Testo e progetto drammaturgico Vania Pucci

Allestimento e progetto luci Lucio Diana

Regia Vania Pucci e Lucio Diana

Info biglietteria: 338.3784276

Una dolce nonnina nella sua casetta dal tetto rosso tra il gatto e i fiori, tra pentole e gomitoli di lana, insegna alla piccola Cappuccetto come difendersi dal lupo per diventare grande, perché la nonna lo sa che il lupo ci prova sempre , è stata anche lei una piccola Cappuccetto. Inizia un duro allenamento a riconoscere lupi e a scacciarli per attraversare il bosco in santa pace. Il lupo si traveste, si nasconde, cambia la voce, cambia strada e cerca bambine con cappuccetti in testa… insomma c’è da stare molto attenti! Cappuccetto impara in fretta a difendersi e a smascherare lupi perchè la dolce nonnina conosce tutte le armi segrete ma il lupo ha già spalancato la bocca… Una versione della fiaba che vede in primo piano la nonna all’apparenza innocua, gentile, lenta, sbadata ma invece molto agile e furba, una cacciatrice di lupi, una wondernonna! La scenografia si svela di volta in volta, un’artista disegna intorno alla nonna in diretta con la lavagna luminosa, la casa, il letto, il bosco, la strada, le colline, il cielo… E tante altre sorprese.

 

Vania Pucci continua la sua ricerca sull’educazione affettiva e sentimentale per ragazzi approfondendo il rapporto adulto-bambino, ponendo l’attenzione sull’insegnamento che l’adulto, in questo caso una nonna, saggia ma divertente ed ancora energica, può dare per la via del bosco… pardon della vita. La compagnia è stata una delle realtà italiane antesignane nell’utilizzo drammaturgico e scenico di vari strumenti e linguaggi tecnologici di riproduzione del suono e dell’immagine nel processo di creazione teatrale. Vania Pucci già negli anni ’90 ha realizzato lo spettacolo “Di segno in segno” esplorando l’uso della lavagna luminosa. Una microscena di luce sulla quale creare metamorfosi visive con varie tecniche e materiali proiettabili su uno spazio scenico concepito con volumetrie differenziate. Graffi, liquidi, pennellate, incisioni e trasparenze che divengono una scenografia metamorfica che accoglie, ingoia o nasconde il corpo dell’attore, gli fa da sfondo o da protesi grafica per visualizzare i suoi pensieri, per dare una sinestetica traduzione cromatica delle sue parole. Di segno in segno uno spettacolo, ancora oggi attivo in repertorio, che ha fatto in Italia ed all’estero oltre 1000 repliche. Cappuccetto e la Nonna, dopo questo lungo periodo di scavo artistico, intende essere il passo conseguente di questa ricerca multidisciplinare che combina, in modo assolutamente originale teatro, arti visive e musica.

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