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Il balcone di Golda

Il balcone di Golda è un monologo scritto da William Gibson, incentrato sulla vita della premier israeliana, Golda Meir, interpretata magnificamente da Paola Gassman.
Pertanto non appena il sipario si apre, vediamo un palcoscenico brullo e crudo, dove la Meir, seduta su di una sedia, rimembra le sue vicende passate, ormai anziana e claudicante.
Nonostante tutto, la Gassman riesce a rendere il palco dinamico ed efficiente, malgrado ci siano solamente due sedie ed un tavolo; infatti è capace di far immaginare al pubblico i luoghi più impensabili, che caratterizzarono la vita della Meir.
Inoltre, essendo questo uno dei monologhi più lunghi,  la rappresentazione della Gassman è stata poco tediosa ed assai coinvolgente; difatti l'attrice ci ha trasmesso l'idea di una donna comune, che per sopportare il grande peso del suo incarico, preponderante per l'equilibrio del paese, sopravvive con "sigarette e caffé"; trasportandoci nella dimensione quotidiana di quegli anni e suscitando emozioni per nulla piacevoli, eppure imprescindibili dalla piena comprensione della condizione umana e del valore di Golda Meir.
In conclusione l'opera è alquanto avvincente e conduce lo spettatore verso una riflessione non indifferente, su una delle questioni più importanti, il sionismo.
 
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Il balcone di Golda

di Sara Carullo

“ Il balcone di Golda ” è la rappresentazione teatrale di una grande donna, che vede come protagonista Golda Meir, interpretata da Paola Gassman, per la regia di Maria Rosaria Omaggio. È stata una donna molto forte, una politica israeliana, il quarto premier di Israele e la prima donna a guidare il governo di Israele. Nata nel 1898 morta nel 1978, è stata una politica forte e decisa, tanto che è stata paragonata quasi alla Lady di Ferro Margaret Thatcher per il suo piglio deciso, ed hanno attribuito lo pseudonimo di “miglior uomo del governo” per la sua forza d'animo e la sua compostezza che l'hanno accompagnata per tutta la sua vita. Nel balcone di Golda troviamo questa sorta di balcone metaforico in cui la protagonista si pone di fronte agli spettatori, quasi con un fare nostalgico, mentre ripercorre la sua vita: dalla nascita a Kiev ( attuale Ucraina) che faceva parte dell'impero Russo a quel tempo, da una famiglia modesta; era ebrea ed ha risentito subito del clima antisemita della comunista Russia soprattutto risentì dei “pogrom”. Il padre emigrò negli Stati Uniti, facendosi raggiungere poi dalla famiglia e andarono ad abitare nel quartiere di Milwaukee in cui Golda scoprì l'amore per lo studio e anche per il valore dello studio in quanto tale, cioè la possibilità di essere liberi, di avere un posto nella società. Si dovette sposare e il rapporto con il marito (ebreo) fu abbastanza particolare poiché lo considerava importante, insieme alla sua famiglia, ma non quanto il suo ruolo come politica israeliana, che diventerà poco dopo. Racconta della guerra dello Yom Kippur andando a svelare, a noi spettatori, quelli che sono stati gli intrecci di questa vicenda, combattutasi in maniera disuguale tra Egitto e Siria che attaccarono lo stato di Israele, uno stato sempre tormentato, uno stato senza patria,uno stato che gli ebrei rivendicano poiché, in seguito alla diaspora, sono stati allontanati da ciò che significa avere una terra, avere delle radici. Golda Meir rappresenta uno spaccato di quella che è la situazione orientale dal tempo, che noi occidentali purtroppo non conosciamo e che, grazie a questo monologo, riusciamo a comprendere questa parte di mondo che noi solitamente ignoriamo. Le vicende sono narrate come se fossero un insieme di ricordi che la prendono, la scompigliano, le fanno rivivere quei momenti, a volte dolorosi, a volte piacevoli. Vi è appunto un intreccio dosato tra le vicende politiche e i fatti storici della vita di una donna, che pur vivendo in maniera estremamente modesta, tesseva però rapporti con i grandi nel mondo e affrontava, con piglio sicuro, crisi e tensioni internazionali (corrispondeva annualmente una cifra molto modesta e andava avanti a forza di caffè e sigarette circa 60 al giorno, lavorando 18 ore al giorno, e non si vergognava di calzare scarpe ortopediche malconce:infatti in Israele, “la scarpa di Golda” è ancora utilizzata per indicare un oggetto logoro). La regia è statica ma mai noiosa, la stessa scenografia è caratterizzato da pochi elementi che, attraverso un'abile spostamento da parte dell'attrice, diventando due sedie e un tavolo, diventano le assi di legno, le gabbie dei polli del “ Kibbutz”, la scrivania, la sedia di ufficio, la poltrona di casa, diventano i famosi balconi. Questa è un occasione per guardare la storia con gli occhi della memoria, con l'ironia sofferta di una donna ebrea. L'interpretazione magistrale di Paola Gassman ha saputo mantenere lo spettatore attento e preso da quella che è stata la vita di una donna protagonista della storia israeliana, al tempo molto travagliata; la sua stessa storia personale, l'ha resa quasi abbruttita nel tempo, proprio perché si è talmente dedicata al suo dovere e allo stato di Israele da trascurare gli interessi più cari, cosa che lei mai rimpiangerà poiché sa che quella è stata la sua vita, ciò che è stato giusto per lei.

Una Paola Gassman veramente magistrale che ha saputo incarnare la grandezza spirituale della politica; perciò, un grande plauso da una studentessa che purtroppo non la conosceva e che sicuramente prenderà spunto da lei.  
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L'uomo del destino

L'uomo del destino di Yasmina Reza, ci racconta, di un incontro quasi del tutto chimerico, tra un famoso scrittore, Paul Parsky, interpretato brillantemente da Orso Maria Guerrini e, una sua lettrice accanita, Martha, impersonata in modo altrettanto singolare da Cristina Sebastianelli.
L'opera, nella sua apparente semplicità, è stata rappresentata accuratamente, in quanto è riuscita ad emozionare il pubblico, ma soprattutto a trasmettere il messaggio perorato dall'autrice, in tutte le sue sfumature.
Personalmente ho compreso la fugacità della vita e di tutte le sue componenti con le quali entriamo in conflitto ogni giorno, non riuscendo ad "assaporarle" fino in fondo.
In conclusione questo spettacolo ci ha condotto verso una riflessione reale ancora aperta, alla quale solo il nostro "io" può dare una risposta.
Andrea Torosantucci 
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L'uomo del destino

Uno scompartimento di un treno, un uomo e una donna.
La scenografia è ridotta all'essenziale ma il tutto è compensato dalla confusione intellettuale dei protagonisti: lei (Cristina Sebastianelli nel ruolo di Martha) è una donna sola che dalla vita ha avuto solo lutti e perdite e che si rifugia nei libri di un noto scrittore (Orso Maria Guerrini che interpreta il signor Parsky), che incontrerà per caso su un treno, tratta Parigi-Francoforte.
Ciò che accomuna i  due personaggi è la solitudine, ribadita dallo scompartimento del treno, un non-luogo, anonimo e spersonalizzato. Questo senso di vuoto è mascherato dal signor Parsky dietro la sua fama e il suo narcisismo, spesso sprezzante, verso la sua stessa vita affettiva.
Si incontrano casualmente ma non si rivolgono la parola per un bel tratto del percorso, permettendoci così di conoscere la psicologia dei personaggi attraverso i loro monologhi. Finalmente trovano il coraggio di parlarsi: un dialogo dapprima convenevole che mano a mano diviene più profondo e introspettivo, accentuato ancor più dal fervore (o amore platonico) che Martha prova verso il signor Parsky.
La storia lascia quasi l'amaro in bocca poichè il sipario viene chiuso nel mezzo della conversazione, a tratta non ancora ultimata: potrebbero forse stare insieme, continuare a parlare oppure potrebbero perdersi di vista come se non si fossero mai conosciuti.
Interpretazione magistrale da entrambi gli attori che hanno saputo trattare una materia così complicata in una maniera così spontanea e veritiera.
 
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Laboratorio di formazione teatrale

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LABORATORIO DI FORMAZIONE TEATRALE

  

=> ** Click qui per iscriversi al laboratorio (scadenza 26 ottobre)

L’Amministrazione Comunale, nell’ambito della Stagione Teatrale 2019/2020, organizza presso il Teatro Comunale “F. Fenaroli” il Laboratorio di formazione teatrale “Dietro il Sipario” riservato agli studenti degli Istituti Superiori della città di Lanciano.

Il laboratorio ha lo scopo di avvicinare e sensibilizzare i giovani alla scoperta dell’arte teatrale mediante incontri di presentazione e di confronto con i protagonisti degli spettacoli di prosa programmati nel Cartellone 2019/2020.

Il calendario degli incontri previsti per il corrente anno è il seguente:

 

Sabato 02 NOVEMBRE ORE 18.00 PENSACI GIACOMINO prima nazionale

di Luigi Pirandello - Lettura drammaturgica e regia Fabio Grossi - con Leo Gullotta

 

Venerdì 29 NOVEMBRE ORE 18.00 UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

di Tennesee Williams - Scene, costumi e regia Pier Luigi Pizzi - Con Mariangela D’Abbraccio, Daniele Pecci

 

Sabato 14 DICEMBRE ORE 18.00 MIMI’ IN ARTE MIA MARTINI

Regia Daniele Salvo - Di e con Melania Giglio

 

Venerdì 17 GENNAIO ORE 18.00 LE SIGNORINE

di Gianni Clementi - Regia Pierpaolo Sepe

Con Isa Danieli e Giuliana De Sio

 

Venerdì 31 GENNAIO ORE 18.00 PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI

di Giuseppe Patroni Griffi - Regia Giancarlo Nicoletti - Con Marisa Laurito

 

Mercoledì 19 FEBBRAIO ORE 18.00 VINCENT VAN GOGH l’odore assordante del bianco

di Stefano Massimi - Regia Alessandro Maggi - Con Alessandro Preziosi e Francesco Biscione Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genghi, Vincenzo Zampa

 

Venerdì 13 MARZO ORE 18.00 MI AMAVI ANCORA… di Florian Zeller

Regia Stefano Artissunch - Con Ettore Bassi e Simona Cavallari - Giancarlo Ratti e Malvina Ruggiano

Gli studenti che desiderano partecipare al laboratorio dovranno impegnarsi a condurre almeno 3 degli incontri previsti in calendario, secondo la turnazione stabilita a inizio stagione dai docenti referenti degli istituti scolastici partecipanti, impegnandosi a documentarsi sullo spettacolo da visionare e preparandosi adeguatamente alle domande da rivolgere ai protagonisti (regista, attori, tecnici, ecc).

I partecipanti al laboratorio, a turno, avranno la possibilità di assistere allo spettacolo. Per ogni spettacolo visionato, dovranno redigere una recensione che dovrà essere pubblicata nell’apposito spazio sul sito del Teatro Fenaroli www.teatrofenaroli.it.

Gli incontri si terranno negli orari stabiliti presso il Teatro Fenaroli dove gli studenti iscritti dovranno attestare la  propria presenza tramite firma su apposito registro.

Al termine del laboratorio l’Amministrazione Comunale rilascerà un attestato di partecipazione in favore degli alunni in regola con la frequenza.

Gli studenti interessati dovranno presentare la propria domanda di iscrizione utilizzando il modulo di iscrizione allegato oppure il FORM ONLINE:

 

Comune di Lanciano - Assessorato alla Cultura

Piazza Plebiscito, 60 – 66034 LANCIANO

Tel 0872 707428/426   Fax 0872 40443   e.mail   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il numero massimo dei partecipanti ammessi al laboratorio non potrà superare le n. 50 unità. Per la selezione dei partecipanti, pertanto, si terrà conto dell’ ordine di arrivo delle richieste.

 

                      L’ASSESSORE ALLA CULTURA                                                                                      IL SINDACO

                           Dott.ssa Marusca Miscia                                                                                       Dott. Mario PUPILLO

 

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