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AMADEUS - 26 nov 2014

Amadeus è il titolo della pièce teatrale scritta da Peter Shaffer nel 1978, da cui è tratto l’ omonimo film del 1984 diretto da Milos Forman. Lo spettacolo è diviso in due atti dalla durata di un’ ora ciascuno; i personaggi principali sono i due compositori Antonio Salieri, musicista di corte degli Asburgo interpretato da Tullio Solenghi, e Wolfgang Amadeus Mozart, giovane compositore di Salisburgo chiamato a scrivere la prima opera in tedesco alla corte di Vienna; la regia è a cura di Alberto Giusta.

Questo dramma racconta il tentativo del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’ odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart.

In un manicomio viennese, un sacerdote entra nella stanza di un uomo che sta suonando al pianoforte: Antonio Salieri. Il sacerdote non riconobbe i suoi brani, ma non appena il musicista suonò un brano di Mozart subito venne riconosciuto. Da quel momento Salieri racconta la vita di Mozart , da quando il prodigioso ragazzo entrò nella corte di Vienna per realizzare un’ opera in tedesco, parlando poi del matrimonio del giovane, delle giornate passate nello stesso luogo, della rappresentazione de “Le nozze di Figaro”, fino ad arrivare all’ immancabile “Requiem”, commissionato dallo stesso Salieri, che racconta poi di averlo ucciso e di aver assistito al funerale del giovane Mozart.

La rappresentazione teatrale è molto curata: dai vestiti, che ricordano proprio quelli dell’ epoca, alle musiche, che svolgono un ruolo importante nello spettacolo. Essa ci presenta la personalità di questi due compositori totalmente differenti. Salieri è un uomo serio e mediocre, accecato da un’ invidia che non permette ai due di collaborare. Il giovane Mozart ha una personalità non lineare, al limite della pazzia, ma è buono e si fida di una persona falsa come Salieri. Ma i due personaggi hanno bisogno l’ uno dell’ altro: a Salieri serve la musica di Mozart e a Mozart serve l’ appoggio dell’ unica persona che lo capisce. In realtà Salieri, compositore rispettato e osannato, non poteva nutrire gelosie verso un ragazzino di provincia come Mozart: non si è trovato nessun documento, lettera o scritto che lo testimoniasse. Anzi, pare che lo abbia persino aiutato quando arrivò a Vienna. Anche la figura di Mozart così caricata e pagliaccesca è un’esagerazione a scopo di spettacolo, in realtà, seppure rimasto anche in età adulta di carattere un po’ infantile, egli aveva avuto una buona educazione da parte del padre.

La vicenda raccontata, rapportata alla Storia risulta abbastanza inconsistente, fondata esclusivamente su dicerie, ma la musica di Mozart, usata a piene mani, salva tutto e rende ottima la rappresentazione, se non altro ha il grande merito di far conoscere il Genio di Salisburgo a moltissimi spettatori che mai avrebbero messo piede in una sala da concerto: questo è il vero messaggio, piuttosto che la storia dell’ invidioso Salieri.

Daniele Di Tullio
Classe IA
Liceo Classico Vittorio Emanuele II
Ultima modifica ilVenerdì, 12 Dicembre 2014 09:17
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