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Cyrano di Bergerac

Cyrano di Bergerac o anche Cirano¬¬ -come preferisce lo stesso regista Corrado d’Elia- è stato inscenato lo scorso 4 marzo 2013 al teatro Fedele Fenaroli di Lanciano dalla “Compagnia Teatri Possibili”. Il protagonista Cirano, appunto,è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso e poeta dalla irresistibile vitalità. Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per le rime e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti. Egli, spaventoso e inarrestabile con una spada in mano, ha un animo sensibile e nutre segretamente un candido ed impossibile amore per la bella Rossana, sua cugina.
Nel momento in cui è in procinto di rivelarsi alla sua amata, ella gli dichiara di essersi innamorata di Cristiano, un giovane cadetto, bello ma privo di spirito e dialettica.. Cirano, allora, mette da parte i suoi profondi sentimenti e decide di aiutare Cristiano a conquistare il cuore di Rossana, improvvisandosi così \\\"suggeritore\\\" per l\\\'altrui passione, scrivendo lettere e poesie per conto dell\\\'amico, ma covando dentro di sé comunque l\\\'amore per la cugina. Cristiano riesce, infine, a conquistare la sua amata ma l\\\'unione tra i due giovani è osteggiata dal potente di turno, De Guiche, invaghitosi della bella. La guerra costituisce, dunque, una perfetta occasione per allontanare i due innamorati: Cristiano assieme a Cirano finiranno con la loro compagnia di cadetti al fronte...Sfortunatamente Cristiano muore e Rossana decide di ritirarsi in un convento. Solo al termine della propria vita, trascorsi molti anni, Cirano confesserà (seppur involontariamente) all\\\'amata il suo sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi. Si sottolinea la grande originalità nella scelta del piano inclinato sulla scena che sicuramente sarà costata non poca fatica ai nobili attori sotto il plauso e lo stupore degli attenti spettatori. Storia commovente ed appassionante che ha catturato l’attenzione di tutti gli spettatori grazie al profondo messaggio egregiamente evocato dagli attori: Cirano con il suo lungo naso, che volontariamente toglie in alcuni tratti della commedia, rappresenta un po’ i nostri limiti e problemi che a volte cerchiamo di dimenticare illudendoci che non ci siano… Come ha più volte affermato il regista è tutto un “gioco di nasificazione ed interpretazione!” Gli attori con la loro magistrale interpretazione ci hanno ricordato che una rappresentazione teatrale è come una bolla ossia un’illusione, qualcosa che esiste in quel momento ma poi sparisce dalla realtà spostandosi nel nostro cuore… Qualcosa di evanescente, dunque, può rivelarsi prezioso ed emozionante!!!
Valeria Romanelli V A Liceo Linguistico

Ultima modifica ilLunedì, 18 Marzo 2013 10:16
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