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Romeo e Giuglietta - di William Shakespeare - Regia di G. Marini - Società per Attori

Romeo e Giulietta è certamente uno dei più grandi capolavori del tragi-comico elisabettiano William Shakespeare; venne composta tra il 1594 e l 1596 ed ha come ambientazione Verona e Mantova.
Ora, la trama è nota a tutti, ma la parte più interessante su cui mi soffermo è la traduzione e la rivisitazione di questo testo messa in atto da M. Palmese e G. Marini. Dunque, la traduzione rimane fedele al testo originale e cerca di non tradire ciò che l’autore voleva trasmettere con le sue rime, le quali sono conservate nel testo tradotto, ovviamente ottenendo un buon linguaggio italiano. Inoltre la caratteristica principale di questo spettacolo è che il testo è stato riprodotto per intero, senza tagliare scene come spesso accade in numerose rivisitazioni. L’unica modifica apportata riguarda i costumi: questi sono tratti dalla tradizione ottocentesca, che in ogni caso di adattano perfettamente alla scenografia classica dello spettacolo.
L’opera tratta di temi attuali: Odio e Amore; il primo, alla fine, trionfa sul secondo. L’odio invade l’animo umano e, dopo un certo tempo, non si sa neanche più perché ci si odia. L’amore, invece, è un sentimento forte, per il quale si rischia tutto, mettendo a repentaglio anche la propria vita e rischiando di essere disconosciuti dalla propria famiglia.
Romeo e Gulietta è uno dei testi più conosciuti e rappresentati da tutte le epoche e, ancora oggi, ci fa sperare, ridere, piangere; insomma, vedere Romeo e Giulietta è ogni volta una grande emozione. Secondo il mio punto di vista, questi attori sono riusciti a trasmettere le stesse sensazioni, emozioni e sentimenti che anche Shakespeare ci ha voluto inviare. Tutto ciò è significato dagli applausi del pubblico, dal teatro pieno e soprattutto dal fatto che in tre ore di spettacolo non è mai venuta meno l’attenzione, anzi c’era sempre qualche spunto affinché la rappresentazione non fosse monotona e noiosa. Questo è dovuto non solo all’alto livello artistico degli attori, ma anche dal regista che ha saputo ben coordinarli e dal traduttore che ha ben conciliato il testo originale con quello italiano. Davvero un ottimo spettacolo.
Roberta Marfisi – IIIB – Liceo Classico Vittorio Emanuele II
Ultima modifica ilLunedì, 18 Febbraio 2013 17:02
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