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“A che servono questi quattrini?”

Questa commedia, di grande attualità, definita tale anche dallo stesso Luigi De Filippo, attore e regista, spiega come nella società del tempo, come in quella odierna, vi è il grande paradosso: è più importante apparire che essere. Questa, fu la commedia che rese famosi i due fratelli De Filippo: Eduardo e Peppino. La commedia è andata in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma. Essa racconta la storia del marchese Eduardo Parascandoli, che divenuto povero per aver sperperato tutto il suo danaro, diviene seguace della filosofia stoica. Professando questa filosofia, egli insegna il disprezzo dei beni materiali, e l’inutilità dei soldi ai suoi seguaci, in particolare a Vincenzino Esposito, che pur di seguire il maestro, lascia il lavoro, facendo gravare tutti i debiti della famiglia sulla zia Carmela. Numerosi sono gli imprevisti che si succedono nel corso della storia, ma anche sorprese, che poi si riveleranno inganni, come quando Vincenzino eredita una cospicua somma di denaro da un zio morto. Con questa commedia, Luigi De Filippo, vuole far capire che non è importante avere soldi, ma basta la fama della ricchezza per ricevere favori da tutti. Infatti Vincenzino, dopo la grande eredità, è “amato” da tutti e tutti i negozianti del suo quartiere, con cui prima aveva molti debiti, gli offrono il loro servizio. Nel frattempo il marchese, pur essendosi riappropriato della sua ricchezza, la rifiuta e decide di vivere in una vecchia soffitta. Questa spettacolo mette in mostra tutta la comicità di Luigi De Filippo, considerato il miglior rappresentante del teatro napoletano.

Masciarelli Andrea Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”

 

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