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"QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO"

“QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO”
Era il 25 gennaio 1930 quando nel teatro di Könisberg andò in scena, per la prima volta in assoluto, in lingua tedesca, “Questa sera si recita a soggetto”, opera teatrale composta tra il 1928 ed il 1929 dal più celebre tra i drammaturghi italiani, Luigi Pirandello, e facente parte della trilogia “Teatro nel teatro”, preceduta da “Sei personaggi in cerca d’autore” e da “Ciascuno a suo modo”.
La prima rappresentazione in lingua italiana ebbe luogo nel teatro di Torino il 14 aprile del 1930 e, ottantadue anni dopo, il 16 febbraio 2012, torna nuovamente in scena nel teatro Fedele Fenaroli di Lanciano.
Mentre gli spettatori sui palchetti, così come nella platea, attendono che lo spettacolo inizi, gli attori, mescolandosi col pubblico, cominciano a discutere animatamente tra di loro. Il motivo di tanti battibecchi riguarda la messa in scena della commedia “Leonora addio!” di Pirandello; la commedia deve essere recitata a soggetto, ma il regista, il dottor Hinkfuss vuole a tutti i costi rappresentarla frammentando la storia in tante piccole scenette, facendo così perdere l’emotività della commedia. Gli attori, fortemente contrari al parere del regista, decidono di rivendicare i loro diritti alla genuinità dei sentimenti e alla spontaneità, che sono anche le doti che contraddistinguono un artista talentuoso.
Il parere del regista viene nettamente prevaricato da quello degli attori. Dunque questi ultimi cominciano con la messa in scena dello spettacolo a soggetto: la storia parla della gelosia provata dal marito, Rico Verri, nei confronti della moglie Mommina, una gelosia talmente forte da spingere il marito a tener rinchiusa dentro casa sua moglie e sua figlia. Un giorno, Mommina trova per sbaglio nella giacca del marito una locandina: sua sorella si sarebbe esibita quella sera stessa nel teatro del paese con “Il Trovatore”. Mommina, inspirata da quella locandina, comincia un lungo monologo, carico di nostalgia, nel quale spiega alla sua figlioletta cos’è il teatro. Ma proprio in questo momento, ricevono una visita inaspettata: è proprio la sorella di Mommina. Cominciano a cantare l’aria “Leonora addio!”, che richiama alla memoria di Mommina tanti bei ricordi della gioventù ormai lontana. Ma proprio in questo momento l’attrice cade al suolo priva di sensi, perché si è lasciata travolgere intensamente dalla sfortunata vicenda del personaggio che interpretava. Il regista, a questo punto, vede confermata la sua tesi: gli attori, recitando, devono basarsi su un determinato copione e non devono mai mescolare i loro sentimenti con quelli dei personaggi.
Questo spettacolo, insomma, non solo è stato capace di coinvolgere il pubblico, grazie anche all’abbattimento della “quarta parete”, caratteristica tipica degli spettacoli pirandelliani, ma anche di catturare il pubblico inglobandolo nella vicenda.
Valentina Di Nunzio II A Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” Lanciano
Ultima modifica ilMartedì, 06 Marzo 2012 09:42

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