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Il Misantropo

Recensione sullo spettacolo teatrale “Il Misantropo” andato in scena a Lanciano il giorno 08/03/2019, con Giulio Scarpati, Valeria Solarino, Anna Ferraioli Ravel, Matteo Cirillo, Federica Zacchia, Matteo Cecchi, Mauro Lamanna, Blas Roca Rey

Il Misantropo, come viene presentato dalla compagnia degli Ipocriti, è risultato essere uno spettacolo rivelativo che permette allo spettatore di immedesimarsi nel ruolo di ogni attore. Questi, infatti, sono riusciti a rappresentare e a presentare il proprio personaggio in modo meticoloso con una grande capacità recitativa ed espressiva.

In particolare è stato significativo partecipare all’incontro pomeridiano con gli attori, molto attenti alle richieste di noi studenti.Siamo riusciti a comprendere il modo in cui si sono approcciati al testo, come hanno lavorato e il grande impegno che ognuno di essi ha impiegato per permettere alla platea di godere di uno spettacolo teatrale degno di nota. Lo spettacolo, ripreso dal testo originale di Molière inserisce effetti di scena di grande impatto, che rendono ancora di più l’idea della Parigi di quel tempo e dei suoi abitanti. La pièce si apre, infatti, con una sorta di preparazione pre-spettacolo all’interno di alcuni camerini presenti in scena (da apprezzare anche la bellissima scenografia di Luigi Ferrigno che domina il palco) che stanno in un certo senso a mostrare che ognuno di noi, in fondo, è attore della propria vita, come diceva anche Pirandello: ”ognuno si racconcia la maschera come può, la maschera esteriore. [...]”, e nel caso specifico dell’ipocrisia dell’ aristocrazia parigina.

Alceste, il protagonista, è caratterizzato come uomo onesto e sincero in lotta contro l’ipocrisia. Egli vuole chiarirsi con urgenza con Celimene, la donna da lui amata, gli sfugge, evitando il confronto. Alceste è insieme un uomo carnale, un masochista dominato da un desiderio insaziabile per una donna che è il suo opposto in tutto. Celimene è una signora dei salotti, che non rinuncia né all’amore esclusivo di Alceste, né al gioco seduttivo con una schiera di pretendenti.

Proprio la loro incompatibilità è la forza che li spinge l’uno verso l’altra.

Alceste e Celimene sono i protagonisti di una commedia in cui non è previsto il lieto fine; attorno a loro ruotano tutti quelli che sono i personaggi tipici della corte aristocratica del tempo, riflessi di altri vizi che caratterizzano la nostra società. Uno spettacolo che lascia tutti con il fiato sospeso dall’inizio alla fine e scatena la capacità critica del pubblico nei confronti della società; per questo lo consigliamo vivamente.

 

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