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La Lupa - 30 novembre 2015

Scritto da Giulia Di Menno
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“La Lupa”, novella di Giovani Verga, va in scena con la regia di Guglielmo Ferro e ad interpretare la protagonista, dal nome Gnà Pina, è Lina Sastri. La lupa è una donna siciliana che si contrappone drasticamente alla società lei contemporanea. Nella donna si fondono “sensualità animalesca” e il paragone “diabolico” che la sua personalità suscita nei discorsi dei compaesani. Questi ultimi, infatti, risultano appartenere ad una società fortemente maschilista rappresentata alla maniera verista in tutta la sua arcaicità, quella del duro lavoro nei campi, in una scarna, ma assai significativa, scenografia di un campo di grano e papaveri. È in questo scenario che Gnà Pina si innamora di Nanni, interpretato da Giuseppe Zeno. Egli però, più giovane di lei, non vuole essere sedotto perché ama la figlia della Lupa. Grazie al matrimonio tra sua figlia e Nanni, Gnà Pina vuole realizzare il suo progetto di seduzione vivendo accanto al suo oggetto del desiderio.

Lina Sastri interpreta magistralmente un personaggio femminile che con determinazione si erge ad emblema della seduzione, ma che non manca di rendere esplicita la sua sofferenza nell’essere rifiutata e nel vivere il dramma di costituire per la comunità una maledizione.

Non meno significativa è l’interpretazione di Giuseppe Zeno nel personaggio di Nanni, il quale, sedotto continuamente da questa donna e non sopportando più il tormento a cui dunque lui e sua moglie sono sottoposti, consuma un vero delitto: l’omicidio di Gnà Pina. La “tragedia rurale” trova conclusione in questo ultimo evento che risulta pertanto catarsi della rappresentazione e al quale Nanni è indotto dalla protagonista stessa. 

Costumi e musiche di una Sicilia impregnata di tradizione contadina accolgono pienamente lo spettatore in quella realtà arcaico-rurale in cui si susseguono scene di forte ed importante carica emotiva. L’empatia con i personaggi è consentita al pubblico dai colori vivaci della personalità insaziabile della Lupa (concretamente il rosso del suo scialle) e dai toni invece tradizionali e sacri di una comunità che rifiuta un tale sovvertimento di valori da parte della figura femminile di Gnà Pina. È dunque emblematica sul palco la schiettezza dei sentimenti: si rappresenta una novella che non esita a svelare tutto ciò che una donna libera, sincera ed innamorata è disposta ad offrire: persino la sua stessa vita.

Giulia Di Menno

Liceo Classico V. Emanuele Lanciano

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