Teatro Comunale Fedele Fenaroli, Lanciano

Sabato, 21 Gennaio 2017 00:00

SPETTACOLO 21 GENNAIO ANNULLATO

Lo spettacolo di prosa "Camera con Vista" (inizialmente previsto per il 9 gennaio e rinviato al 21 gennaio) è stato ANNULLATO a causa delle difficoltà che in tutta la regione si registrano in queste ore.

Sarà comunicato in seguito lo spettacolo che lo sostituirà, per il quale saranno comunque validi i biglietti e gli abbonamenti già acquistati.

Eventuali rimborsi dei biglietti potranno essere richiesti presso il botteghino del teatro.

Per informazioni: 348/8022085 - 0872713586 - 0872717148

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Martedì, 20 Gennaio 2015 00:00

Variazione spettacolo 20 gennaio 2015

Lo spettacolo di prosa del 20 gennaio "Le fuggitive" è stato sostituito da "REGINA MADRE" di Manlio Santanelli
con Milena Vukotic e Antonello Avallone, regia Antonello Avallone.

I biglietti già acquistati e gli abbonamenti sono validi per il nuovo spettacolo.
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A causa del protrarsi della indisponibilità del Teatro Comunale “Fedele Fenaroli” di Lanciano, in seguito ai lavori di adeguamento, messa a norma ed in sicurezza, si comunica che lo spettacolo di prosa “Annie & Jennifer” previsto il 30 aprile (recupero dello spettacolo non andato in scena il 5 marzo) verrà ulteriormente rinviato al 29 maggio alle ore 21.

Si informa inoltre che il rimborso della quota parte di abbonamenti (per l’annullamento dello spettacolo del 1 aprile scorso), sarà effettuato il 27, 28 e 29 MAGGIO dalle 16.30 alle 19.30 presso il botteghino del teatro e non più il 28, 29 e 30 aprile.

 

Per ulteriori informazioni: 0872713586 - 0872717148 
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A causa dei lavori di adeguamento, messa a norma ed in sicurezza del Teatro Fenaroli di Lanciano, la Stagione Teatrale programmata ha subito dal mese di marzo alcuni annullamenti e rinvii.
Poiché i lavori in corso continueranno anche durante parte del mese di aprile, si informa che:

Per la stagione di TEATRO DIALETTALE, promossa dall’Associazione Amici della Ribalta, lo spettacolo del 30 marzo è stato annullato; l’XI Festival di Teatro Dialettale si concluderà con la sola cerimonia di premiazione ed assegnazione del premio “Città di Lanciano - Premio Maschera d’Oro” domenica 6 aprile alle ore 18.30 presso la SALA MAZZINI, con ingresso libero.
L’Associazione Amici della Ribalta informa, inoltre, che saranno rimborsati quota parte degli abbonamenti e i biglietti già acquistati per i due spettacoli non andati in scena “Er Tinea” e “Cerimonia di premiazione”.
I rimborsi saranno effettuati esclusivamente dal 31 marzo al 4 aprile dalle 16.30 alle 19.30 presso il botteghino del teatro.

Per ulteriori informazioni: 0872713586 - 0872717148
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Martedì, 01 Aprile 2014 00:00

Spettacolo del 1 aprile ANNULLATO

Lo spettacolo di prosa del 1 aprile LA LISTA DI SCHINDLER è stato annullato.

I biglietti e la quota parte degli abbonamenti saranno rimborsati presso il botteghino del teatro nei giorni 28/29 e 30 aprile (esclusivamente dalle 16.30/19.30).
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A causa dei lavori di messa a norma ed in sicurezza della struttura, il Teatro resterà chiuso.

Lo spettacolo di prosa del 5 marzo "Annie & Jennifer" è, pertanto, rinviato a MERCOLEDI' 30 APRILE 2014 ore 21.

I biglietti gia' acquistati e gli abbonamenti sono validi per la nuova data.

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Giovedì, 29 Maggio 2014 00:00

Prosa - Annie & Jennifer

Giovedì 29 maggio 2014 ore 21:00 (NUOVA DATA)

da “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello e “Prima di colazione” di Eugene O’Neill
con Mino De Cataldo, Tina Tempesta, Betty Lusito
Regia Vito Signorile

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (mar/ven 16.30/19.30) e online.

Jennifer abita in un quartiere di periferia, un tipico dormitorio metropolitano, in cui si aggira un ignoto assassino che firma i suoi omicidi lasciando sul luogo del delitto cinque rose. Jennifer aspetta sempre una telefonata, aspetta Franco, ingegnere di Genova, amore per una notte, ormai svanito nel nulla e ossessivamente presente solo nella sua mente. Annie è una moglie gelosa e petulante, ormai preda della follia, che continua a parlare e parlare e "servire" la colazione ad un marito ormai "assente" da anni. Si parla, si ride, si cantano addirittura canzonette, ma i fantasmi della solitudine spingono fino alle estreme conseguenze la loro crudeltà e danzano il loro trionfo.
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Sabato, 15 Febbraio 2014 22:31

Il balcone di Golda

di Sara Carullo

“ Il balcone di Golda ” è la rappresentazione teatrale di una grande donna, che vede come protagonista Golda Meir, interpretata da Paola Gassman, per la regia di Maria Rosaria Omaggio. È stata una donna molto forte, una politica israeliana, il quarto premier di Israele e la prima donna a guidare il governo di Israele. Nata nel 1898 morta nel 1978, è stata una politica forte e decisa, tanto che è stata paragonata quasi alla Lady di Ferro Margaret Thatcher per il suo piglio deciso, ed hanno attribuito lo pseudonimo di “miglior uomo del governo” per la sua forza d'animo e la sua compostezza che l'hanno accompagnata per tutta la sua vita. Nel balcone di Golda troviamo questa sorta di balcone metaforico in cui la protagonista si pone di fronte agli spettatori, quasi con un fare nostalgico, mentre ripercorre la sua vita: dalla nascita a Kiev ( attuale Ucraina) che faceva parte dell'impero Russo a quel tempo, da una famiglia modesta; era ebrea ed ha risentito subito del clima antisemita della comunista Russia soprattutto risentì dei “pogrom”. Il padre emigrò negli Stati Uniti, facendosi raggiungere poi dalla famiglia e andarono ad abitare nel quartiere di Milwaukee in cui Golda scoprì l'amore per lo studio e anche per il valore dello studio in quanto tale, cioè la possibilità di essere liberi, di avere un posto nella società. Si dovette sposare e il rapporto con il marito (ebreo) fu abbastanza particolare poiché lo considerava importante, insieme alla sua famiglia, ma non quanto il suo ruolo come politica israeliana, che diventerà poco dopo. Racconta della guerra dello Yom Kippur andando a svelare, a noi spettatori, quelli che sono stati gli intrecci di questa vicenda, combattutasi in maniera disuguale tra Egitto e Siria che attaccarono lo stato di Israele, uno stato sempre tormentato, uno stato senza patria,uno stato che gli ebrei rivendicano poiché, in seguito alla diaspora, sono stati allontanati da ciò che significa avere una terra, avere delle radici. Golda Meir rappresenta uno spaccato di quella che è la situazione orientale dal tempo, che noi occidentali purtroppo non conosciamo e che, grazie a questo monologo, riusciamo a comprendere questa parte di mondo che noi solitamente ignoriamo. Le vicende sono narrate come se fossero un insieme di ricordi che la prendono, la scompigliano, le fanno rivivere quei momenti, a volte dolorosi, a volte piacevoli. Vi è appunto un intreccio dosato tra le vicende politiche e i fatti storici della vita di una donna, che pur vivendo in maniera estremamente modesta, tesseva però rapporti con i grandi nel mondo e affrontava, con piglio sicuro, crisi e tensioni internazionali (corrispondeva annualmente una cifra molto modesta e andava avanti a forza di caffè e sigarette circa 60 al giorno, lavorando 18 ore al giorno, e non si vergognava di calzare scarpe ortopediche malconce:infatti in Israele, “la scarpa di Golda” è ancora utilizzata per indicare un oggetto logoro). La regia è statica ma mai noiosa, la stessa scenografia è caratterizzato da pochi elementi che, attraverso un'abile spostamento da parte dell'attrice, diventando due sedie e un tavolo, diventano le assi di legno, le gabbie dei polli del “ Kibbutz”, la scrivania, la sedia di ufficio, la poltrona di casa, diventano i famosi balconi. Questa è un occasione per guardare la storia con gli occhi della memoria, con l'ironia sofferta di una donna ebrea. L'interpretazione magistrale di Paola Gassman ha saputo mantenere lo spettatore attento e preso da quella che è stata la vita di una donna protagonista della storia israeliana, al tempo molto travagliata; la sua stessa storia personale, l'ha resa quasi abbruttita nel tempo, proprio perché si è talmente dedicata al suo dovere e allo stato di Israele da trascurare gli interessi più cari, cosa che lei mai rimpiangerà poiché sa che quella è stata la sua vita, ciò che è stato giusto per lei.

Una Paola Gassman veramente magistrale che ha saputo incarnare la grandezza spirituale della politica; perciò, un grande plauso da una studentessa che purtroppo non la conosceva e che sicuramente prenderà spunto da lei.  
Lunedì, 17 Febbraio 2014 00:00

Prosa - Il gioco della coppia

Lunedì 17 Febbraio 2014 ore 21:00

commedia liberamente ispirata a “Delirio a due”
di Eugène Ionesco
regia Sergio di Paola
con Peppe Miale, Lorena Leone, Leda Conti, Stefano Pascussi, Mauro Rea

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (mar/ven 16.30/19.30) e online

Si provocano, si rintuzzano, si insultano. Si rinfacciano l’un l’altra quello che sarebbero potuti essere se non avessero avuto la sfortuna di incontrarsi, si colpiscono nei punti dove sanno che può far più male. Ma soprattutto sono fatti esattamente per non capirsi. Impossibilitati a comunicare, incapaci persino di provare caldo o freddo nello stesso momento. Lui e lei. Chiusi in una casa qualsiasi che potrebbe essere in qualsiasi città del mondo occidentale. Mentre nel mondo di fuori c’è una guerra qualsiasi. L’ennesima. E potrebbe essere una qualsiasi coppia quella costruita da Eugène Ionesco- considerato tra i fondatori del Teatro dell’Assurdo- in «Delirio a due», da cui è liberamente tratto «Il gioco di coppia»

Note di Regia:
«Eugène Ionesco, considerato insieme a Samuel Beckett pioniere del “Teatro dell’Assurdo”, amava definire le sue opere “Teatro Astratto”. La scrittura di Ionesco, un po’ esistenzialista, un po’ surreale, irrompe sulla scena negli anni Cinquanta con la potenza di un uragano, scatenando un “delirio” di “favorevoli” e “contrari”. La sua drammaturgia è capace di intercettare gli smottamenti della società e del linguaggio, e di irridere l’ordine costituito.
Con la pièce “Delirio a due” Ionesco mette in risalto l’incomunicabilità di una coppia che raggiunge sovente il paradosso verbale, grazie alle volute e banali argomentazioni. Essi parlano, urlano, passano il tempo litigando con cattiveria e violenza su futilità di ogni genere, rinfacciandosi disillusioni e sogni traditi e non s’accorgono che in strada, come in uno spaventevole controcanto, infuria la guerra.
In questo testo, così come in altri, Ionesco più volte sottolinea la stupidità comica e avvilente degli esseri umani, vincolati alle loro annebbianti abitudini. I protagonisti sono talmente chiusi nei loro miseri egoismi, nella loro meschina autosufficienza, nel loro gretto conformismo da non riuscire a dare un senso a ciò che accade intorno a loro. I due conviventi, non curandosi della guerra scoppiata fuori dalle quattro mura domestiche, non smettono di chiedersi se la tartaruga e la lumaca siano o meno lo stesso animale. Allo stesso modo oggi, mentre fuori imperversa il caos, molti si chiedono se l’I-Phone e il Galaxy siano lo stesso cellulare».

Sergio Di Paola
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Giovedì, 23 Gennaio 2014 00:00

L'uomo del destino

Questo testo di Jasmine Reza che ha visto protagonisti gli attori Orso Maria Guerrini e Cristina Sebastianelli è sembrato avvolto in un velo di malinconia piuttosto spesso, cosa che forse ha contribuito a rendere lo spettacolo ancora più interessante specialmente dal punto di vista della psicologia dei personaggi. 
Fin dalle prime battute lo scrittore Paul Parsky (Guerrini) nel raccontare la sua vita, i suoi legami affettivi e anche se stesso, ha insistito spesso sul termine "amaro" riferito a tempi più felici in cui la sua scrittura non era così condizionata da tanti interrogativi e forse insicurezze. Racconta poi sempre aspramente la sua posizione di padre che non approva le scelte della figlia, considerazione che termina allo stesso modo con quella certa amarezza in bocca, la delusione.
Alla conclusione di questo primo monologo (perchè la storia si sviluppa per lo più a monologhi alterni) fa il suo ingresso in scena Martha (Sebastianelli), assidua e appassionata lettrice dei libri di Parsky. Dai suoi monologhi, in cui descrive il suo io interiore e i suoi amici, si evince l'immagine di una donna che ha sofferto ma allo stesso tempo dalla forte personalità sebbene visibilmente insicura e agitata di fronte al suo mito. Inizialmente Parsky e Martha sembrano distanti, comfinati ognuno nella propria individualità mentale e sentimentale, nonostante lei sembri sempre in parte condizionata dalla presenza dello scrittore ma improvvisamente si cambia registro e lui, accorgendosi della sua presenza, prova a parlarle. I loro pensieri si intrecciano, si scambiano alcune battute, povere dal punto di vista comunicativo ma dal significato psicologico e interiore molto forte dato che da queste scaturiscono infinite domande e "se..." generici proprio riguardo a ciò che l'altro si sta chiedendo.
Il silenzio tra i due si risolve però definitivamente con la decisione di Martha di tirare fuori dalla borsa e leggere uno dei libri di Parsky, cosa che finalmente accenderà il famoso dialogo in cui il pubblico sperava fin dalle prime battute. Dunque lo spettacolo finirà proprio dove sembrava iniziare per davvero lasciando nello spettatore, in parte, quell'amaro in bocca per quei dialoghi che sembravano mancare appunto perchè lasciavano in sospeso qualcosa.
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